Dio Oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto
Evento Internazionale promosso
dal Comitato per il Progetto Culturale della CEI
Roma, 10/12 dicembre 2009
Seconda sessione – Dio e le religioni
La religione e gli dei
Rémi Brague
Docente di Filosofia araba presso l’Università Sorbona di Parigi
e presso l’Università Ludwing-Maximilian di Monaco,
scrittore e saggista
Dio e le religioni
Il titolo stesso di questa sessione pomeridiana contiene forse in sé tutto il problema. La parola Dio è al singolare, la parola religioni al plurale. Come articolare l’una e l’altra unità e diversità? Come ripartirle tra Dio e le religioni?
La pluralità delle religioni
Iniziamo con un richiamo storico. La pluralità delle religioni è un fatto antico come la storia ed è noto fin dai suoi primordi. Non abbiamo dovuto attendere la scoperta del Nuovo Mondo per constatarla. Né per riflettere o per proporre soluzioni al problema che una tale diversità pone. In realtà, essa era già familiare alle due fonti più antiche della cultura europea, la Grecia e la Bibbia, «Atene e Gerusalemme».
Nell’antica Grecia, lo storico Erodoto cerca di «tradurre» gli dei degli egiziani e propone alcuni equivalenti tra le divinità dell’Olimpo[1].
La Bibbia conosce la pluralità degli dei sin dai testi più antichi. Ogni popolo ha il suo dio: YHWH è il Dio d’Israele, così come Kemosh è il Dio dei Moabiti loro vicini (Giudici, 11, 24). Il dio è innanzitutto il dio di una determinata nazione.
L’idea monoteista si formò in Egitto con re Amenophis IV, che prese il nome di Akhnaton. Amenophis IV fuse gli dei locali del suo Regno in un’unica divinità. Ma quel dio restò il dio dell’Egitto, o meglio il dio del Re. Infatti, il faraone aveva l’esclusiva del sacerdozio e persino della conoscenza di quel dio[2].
Successivamente le religioni si considerarono religioni universali. Il loro dio era l’unico vero Dio e le altre divinità soltanto idoli. Era così già in Israele dopo l’esilio (Isaia, 44, 6). L’Ebraismo, e con esso il Cristianesimo, fu tra le rare religioni sopravvissute all’Impero romano. Esse trasmisero la loro concezione di un unico e vero Dio alle religioni posteriori come il Manicheismo e l’Islam.
Le religioni universali si ritengono chiamate a sostituire le religioni che le hanno precedute e nelle quali esse vedono, nel migliore dei casi, i preparativi alla verità piena che queste religioni universali sole esprimono in maniera definitiva.
Vorrei iniziare segnalando due ostacoli che rendono più difficile impostare il problema. Il primo è sul versante dell’unità, il secondo su quello della diversità. Leggi il seguito di questo post »



